Rappresenta uno spaccato di vita della cosidetta “Piazza Italia”, dove una dose di cocaina si può acquistare anche
per soli 10 euro. Il servizio mostra come il degrado e la convivenza della criminalità e dello spaccio a cielo aperto
siano all’ordine del giorno. La giornalista ha documentato come Scampia, ma anche alcune zone limitrofe a
Secondigliano, sia perfettamente organizzata con buchi nei portoni per acquistare la droga, cestini, i cosidetti "panarielli" che salgono e scendono dai balconi, veri e propri "banchetti" dietro ai cancelli con tanto di casse per registrare le entrate del giorno. Nel reportage, le interviste ai personaggi chiave dell’organizzazione criminale e ai tossicodipendenti che provengono da tutte le zone del Paese per acquistare e assumere droga, anche di giorno e in mezzo alla strada, consapevoli di andare incontro alla morte.
Viaggio in tre monoteismi: Cristianesimo, Islam, Ebraismo
L’autore presenta tre inchieste, maturate durante un viaggio che l’ha portato da Roma a Milano a Venezia lungo i Balcani e la Turchia fino a Gerusalemme.
Alla ricerca delle radici del cristianesimo racconta dei monaci di Decani, nel Kosovo, protetti dai soldati italiani della Kfor; dell’unico villaggio turco trovato sull’altipiano di Tur Abdin in cui tutti gli abitanti 18, sono cristiani; della cacciata silenziosa dei cristiani da tutti i luoghi della laica Turchia; della “Gerusalemme perduta” in cui convivono riti millenari, insidiati dai turisti in bermuda incapaci di capire.
Dieci anni dopo gli accordi di Dayton Mostar resta una città divisa, anche se l’antico ponte sulla Neretva è stato ricostruito. Mancanza di lavoro, disagio sociale, sfiducia nel futuro. Moltissimi i profughi, specie mussulmani, che non hanno il coraggio o la possibilità di tornare nei loro paesi nell’area della Repubblica serba di Bosnia. Tanti quelli che vorrebbero ricostruirsi una casa, ma gli aiuti internazionali consentono di rappezzare solo qualche stanza, lo spazio minimo indispensabile per vivere. Ma dalle interviste emerge anche la volontà di superare le disivisioni e di costruire una convivenza possibile tra mussulmani, croati e serbi.
Premio D'Angelo - Quotidiani e periodici non italiani
E’ il racconto in prima persona di un giornalista inviato nello Sri Lanka in occasione dello tsunami che sente inutile il suo lavoro e crea un’organizzazione di volontariato per aiutare la popolazione. Ormai da un anno Ashworth lavora laggiù, trovando solidarietà nel suo paese: acquista capre per ripristinare un allevamento, macchine da cucire, biciclette, computer per le scuole. Ai ragazzi di una scuola ha chiesto di disegnare il ricordo dello tsunami e ne è nato un calendario. Uno dei disegni mostra una ragazza che si arrampica su una roccia mentre le onde ne lambiscono la base. Un altro rappresenta una ragazza che per l’ultima volta spazzola i capelli di sua madre. Ma gli ultimi disegni del calendario indicano un desiderio di ritorno alla normalità, e il sole torna a splendere. Ma nello Sri Lanka non c’è solo il problema tsunami. Il giornalista ha scoperto una casa per bambini disabili mentali sorretta solo dalla carità dei contadini. Ha trovato una scuola priva persino dei bagni, e sta cercando di provvedere a tutto, dando un nuovo significato alla sua vita.
Il fotografo è stato molte volte nel corso degli ultimi sette anni nelle aree maggiormente colpite dal disastro di
Chernobyl. La foto che viene presentata al concorso ritrae due bambini bielorussi affetti da handicap mentale i cui genitori li hanno affidati, per l’impossibilità, anche economica, di mantenerli, a un istituto che accoglie bambini con disabilità fisiche e mentali.