Premio Luchetta – sezione TV
Alfredo Macchi, Rete4, per il servizio “Piccoli Schiavi” andato in onda su Password, il mondo in casa, che dall’India ha inviato una corrispondenza sui bambini abbandonati per strada o impegnati come schiavi nelle fabbriche di riso o in quelle di mattoni.
Enzo Nucci, Rai Tg1, per il servizio “Bambini Soldato” andato in onda su Unomattina che ha illustrato da Goma (Congo) il triste fenomeno dei bambini soldato.
Paolo Zagari, Raidue, per il servizio “Moldova, il deserto degli affetti” trasmesso su Crash Files per il ritratto sulla Moldova, un paese dilaniato da una malattia sottile e implacabile, il mal d’emigrazione. Su 4 milioni di abitanti uno emigra lasciando in Moldova solo vecchi e bambini.
Premio Luchetta – sezione quotidiani e periodici
Tommaso Cerno, "Ore 10, lezioni di cocaina" - L'Espresso per il reportage sul mondo della droga tra i giovanissimi con particolare riferimento alle esperienze di Milano e Napoli, dove anche i bambini sono costretti a spacciare.
Marco Mathieu, "Bosnia 2.0" - D La Repubblica delle Donne, che in un'inchiesta a Tuzla, Mostar e Sarajevo ha illustrato i sentimenti dei giovani bosniaci che non hanno conosciuto la guerra e cercano di costruire un futuro che si lasci alle spalle i conflitti etnici e religiosi.
Viviana Mazza, "Delara, la ragazzina-pittrice che l'Iran manda al patibolo" - Corriere della Sera che ha raccontato la storia di una ragazza iraniana impiccata per essersi assunta la colpa di un omicidio compiuto invece dal suo fidanzato.
Premio Luchetta – speciale Haiti
Dorothée Ollieric "Les enfants esclaves en Haiti" - France 2 che ha raccontato le storie dei 300.000 bambini schiavi nell'Haiti del dopo terremoto.
Tiziana Prezzo "Haiti, speciale Restavek" - Sky Tg24 per la corrispondenza da Haiti sui bambini chiamati "restavek" ceduti dai loro genitori a famiglie benestanti che ne fanno dei piccoli schiavi domestici.
Sonali Shah e Andy Brownstone "Haiti Orphans" - BBC One che in un reportage dedicato ai telegiornali per ragazzi ha illustrato la vita - se così si può chiamare - dei bambini haitiani che vivono negli orfanotrofi.
Premio Ota – per le migliori immagini televisive
Gianfranco Botta "Ritorno ad Haiti" - Rai TG3 per il reportage sulla situazione di Haiti dopo il terremoto in cui i drammi peggiori sono vissuti da decine di migliaia di bambini.
Roberto Carulli, "Angola 2010: un calcio al passato" - Rai Sport, trasmesso da TG1/TV7, TG2 Dossier, TG3 Agenda del Mondo, che alla vigilia dei mondiali ha raccontato l'effetto liberatorio che tra i giovani africani specie dell'Angola ha il gioco del calcio.
Mario Rossi, "Mia figlia è in vendita" - Rai TG3 per le immagini girate in Afghanistan sui civili in fuga dai bombardamenti e dalle battaglie fra talebani e truppe occidentali.
Premio Hrovatin - per la miglior fotografia
Monika Bulaj - Freelance - "Afghanistan" per l'immagine pubblicata sul Piccolo sulla più grande scuola dell'Afghanistan in cui bambine e ragazze studiano in tende, scantinati, cantine.
Armando Dadi - Freelance - "Nonno consola i nipoti" per l'immagine pubblicata dal Corriere della Sera, su un nonno che tra le macerie del terremoto dell'Aquila consola due bambini.
Francesco Giusti - Freelance - per la splendida immagine di Russkii Reporter sulle macerie del più grande mercato di Port au Prince.
Premio D’Angelo – sezione quotidiani e periodici europei, non italiani
Nina Lakhani “The 40 million children who just didn’t exist - The Independent che ha portato alla luce un problema sconosciuto: 40 milioni di bambini che ufficialmente non esistono e che una campagna umanitaria sta cercando di individuare e riportare alla vita normale in 32 paesi del mondo.
Lara Marlowe “I never thought I would see such things” - Irish Times entrata negli ospedali haitiani dove si opera senza anestesia mentre i medici temono che migliaia di bambini moriranno perché le loro ferite infette non potranno essere curate in tempo.
Olivier O’Mahony “Haiti, les enfants a d’abord” - Paris Match per la corrispondenza sull’incontro tra una bambina e il suo soccorritore russo che l’ha tratta dalle macerie di un edificio crollato nel centro di Port au Prince ad Haiti.
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