L'esterno della nuova Casa
di Accoglienza
di via Rossetti
Ci siamo riusciti !!!
quella che all'inizio ci sembrava una sfida
troppo importante per arrenderci anche di fronte alle avversità
e agli ostacoli che si frapponevano al progetto di una nuova
Casa di Accoglienza, oggi è finalmente un "traguardo
raggiunto" da mostrare con orgoglio e soddisfazione
a chi, in questi anni, ha fermamente creduto in noi e nel
nostro operato.
Un ringraziamento profondo e sentito alle istituzioni,
alle autorità e a tutte le persone che ci sono
state vicine con il loro contributo, non solo economico,è
quello che desideriamo esprimere tramite queste pagine,
rinnovando con Voi tutti il nostro impegno quotidiano
a mantenere viva questa realtà che onora la memoria
dei nostri amici scomparsi.
Le stanze di via Rossetti
Nell'anniversario della scomparsa di Miran Hrovatin
a Mogadiscio, insieme alla compagna di lavoro Ilaria
Alpi, la Fondazione ha mantenuto così fede
all'impegno assunto, invitando le principali autorità
triestine all'inaugurazione della Casa di accoglienza
di via Rossetti 8, a Trieste.
Si ringrazia il Fondo Trieste per il suo
contributo sull'acquisto dell'immobile, le Assicurazioni
Generali e i numerosi privati per
la generosa partecipazione alle spese di ristrutturazione.
Le autorità intervenute.
Anche in questa occasione la stampa non ci ha trascurato,anzi,
desideriamo che questa pagina così importante sia
commentata dagli articoli apparsi su
Il Gazzettino,
Il Piccolo e il quotidiano in lingua slovena
Primorski dnevnik , rispettivamente dai giornalisti
Daniele Benvenuti, Ugo Salvini e Aljoa Gaperlin
, che ne hanno gentilmente concesso la pubblicazione.
Una menzione particolare anche per il fotografo triestino
Francesco
Bruni, autore delle foto della manifestazione, gentilmente
regalateci.
Un profondo ringraziamento va al Vescovo rappresentante
della
Chiesa Cattolica mons. Eugenio Ravignani,
al Pastore della
Chiesa Evangelica Luterana rev. Dieter Kempen
(anche in rappresentanza della Chiesa Riformata Elvetica
e Valdese, della Chiesa Metodista e della Chiesa Cristiana
Avventista) e al Presidente del
Centro Culturale Islamico Saleh Igbaria, oltre
che al PrefettoAnna Maria Sorge Lodovici e al Questore Domenico
Mazzilli .
Foto di gruppo delle autorità intervenute, regalata
alla Fondazione dal noto fotografo triestino Bruni.
Il Prefetto Anna Maria Sorge Lodovici
e il Questore, Domenico Mazzilli, entrambi di nomina recente,
mentre si intrattengono amichevolmente con mons.Ravignani
TRIESTE Il Gazzettino del 21 marzo 2005
La 'Fondazione Luchetta, Ota, D'Angelo, Hrovatin', il 28
gennaio scorso, ha commemorato l'anniversario della tragedia
di Mostar. Nel centro di prima accoglienza di via Valussi,
rappresentanti degli Enti, delle Istituzioni e delle comunità
religiose sono stati vicini ai responsabili della struttura
ed ai loro piccoli assistiti per un momento di raccoglimento
e preghiera.
Il secondo, tragico anniversario cadeva invece nella giornata
di ieri che è stata riservata al ricordo di Miran
Hrovatin, assassinato a Mogadiscio. Proprio per questo motivo,
il cda della Fondazione ha deciso di dedicargli la grande
festa di sabato nel corso della quale è stata celebrata
l'ennesima 'conquista' con l'inaugurazione della dependance
del centro di accoglienza principale di via Valussi. "Un'opportunità
- è stato sottolineato - per ricordare chi undici
anni or sono perse la propria vita per raccontare una guerra".
Una foresteria realizzata in pieno centro, acquistata grazie
ad un contributo del Fondo Trieste e sistemata con i frutti
della partecipazione delle Assicurazioni Generali: ora,
nelle sei stanze della 'dependance' di via Rossetti (250
m2 e spazio per almeno una ventina di ospiti), troveranno
spazio soprattutto persone di passaggio.
Da ieri la Fondazione "Luchetta,
Ota, D'angelo e Hrovatin" ha una seconda sede
operativa in città.
Si tratta di un appartamento situato in uno storico
stabile di via Rossetti "che potrà accogliere
una decina di bambini - ha annunciato Giovanni Marzini,
rappresentante della Fondazione - da affidare alle
cure del Burlo Garofolo".
L'ente, da anni impegnato nell'accoglienza e nell'assistenza
a favore dei piccoli che subiscono le tragedie di
ogni parte del Mondo, in virtù di questa
acquisizione, resa possibile dagli interventi del
Fondo Trieste e delle Assicurazioni Generali, potrà
dunque ampliare il proprio potenziale.
"In dieci anni di attività - è
stato ricordato- abbiamo potuto aiutare centinaia
di bambini e le loro famiglie.
Con questa nuova struttura avremo ulteriori spazi
da mettere a disposizione di chi è meno fortunato".
L'inaugurazione di ieri ha fra l'altro quasi perfettamente
coinciso con quella che avvenne il 20 marzo del
1998 in via Valussi e che vide sorgere la prima
casa per i bambini.
Cristiano Degano intrattiene
cordialmente i numerosi ospiti intervenuti.
Il 20 marzo del 1994 è invece
il giorno in cui perse la vita Miran Hrovatin insieme
alla giornalista Ilaria Alpi in Somalia, pochi mesi
dopo la tragedia di Mostar, che costò la
vita a Marco Luchetta, Alessandro Ota e Dario D'Angelo.
"Grazie alla collaborazione con il medico Marino
Andolina - ha aggiunto Marzini, in rappresentanza
dell'attuale presidente della Fondazione, Enzo Angiolini,
impossibilitato a presenziare ieri, per problemi
di lavoro che l'hanno tenuto lontano da Trieste
- l'azione che è stata svolta e che intendiamo
intensificare ci ha permesso di continuare a onorare
i nostri amici e colleghi scomparsi nel modo che
abbiamo sempre ritenuto più giusto cioè
cercando di migliorare le condizioni di salute e
di vita di questi bambini, impotenti davanti alle
tragedie".
Dopo i saluti dei padroni di casa, è stato
il Vescovo di Trieste, monsignor Eugenio Ravignani,
a impartire la benedizione, non prima di sottolineare
che "la migliore benedizione a questa casa
la daranno, con la loro presenza, proprio i piccoli
ospiti che la frequenteranno e che speriamo possano
trovare, in questa sede, conforto e speranza per
il loro futuro".
Accanto.al capo della Diocesi triestina hanno voluto
essere presenti il responsabile dei luterani di
Trieste, Dieter Kampen e il presidente della Comunità
islamica, Saleh Igbaria.
L'occasione è stata utile anche per un primo
contatto con la Fondazione da parte del Prefetto,
Anna Maria Sorge Lodovici e del Questore, Domenico
Mazzilli, entrambi di nomina recente.
Nov sede fundacije za otroke rtve
vojne
Prizadevanje Fundacije Luchetta, Ota, D'Angelo,
Hrovatin se bo zdaj podvojilo, kar bo e
utrdilo njeno poslanstvo miru, soitja in
solidarnosti. S temi besedami je Giovanni Marzini
v imenu predsednika fundacije Enza Angiolinija
vceraj uradno odprl nov sprejemni dom za otroke,
rtve vojnega nasilja, ki bo v kratkem acel
delovati v obsenem, popolnoma obnovljenem
stanovanju v Ul. Rossetti t. 8. V okrog
250 kv. metrih bodo gostili otroke, ki prihajajo
z vojnih obmocij na zdravljenje v bolninico
Burlo Garofolo, oziroma njihove druine.
V ta namen bo na razpolago est vecjih sob,
katerim gre dodati kuhinjo in tri kopalnice.
Gre torej za pomembno, hvalevredno pobudo, ki
bo s pomocjo zdruenj prostovoljcev e
dodatno pomagala otrokom, da se njihove rane cimbolje
zacelijo. Prostori dosedanjega doma za otroke
v Ul. Valussi, ki ga je fundacija odprla leta
1998, so namrec postali pretesni glede na povpraevanje,
nam je povedal tajnik organizacije Gianni Scarpa,
sicer prava dua odprtja novega sredica.
Tam so v zadnjih sedmih letih gostili priblino
300 otrok iz 15 drav, tj. povprecno 40 vsako
leto, veckrat pa se je postavljal problem, kje
gostiti stare. Z novim domom bo zdaj vse
laje. Stanovanje v Ul. Rossetti bo namenjeno
e zlasti otrokom in njihovim druinam,
ki potrebujejo nekajdnevno zatocice za nadaljevanje
zdravljenja v Burlu. Otroci, ki so e bili
v Trstu, se morajo pac v vec primerih vracati
za preglede.
La targa della nuova
Casa di Accoglienza
Sicer bo cas povedal, kakna bo prava namembnost
novih prostorov, saj morajo stanovanje e opremiti.
Za to pa bo dovolj nekaj tednov. Sprejemni dom so
namrec uradno odprli na dan pred obletnico smrti
nesrecnega trakega snemalca Mirana Hrovatina,
ki so ga v e nerazcicenih okolicinah
ubili v Mogadiu 20. marca leta 1994 skupaj
z novinarko RAI Ilario Alpi. V spomin na Hrovatina
je zdruenje Giorgio La Pira podelilo letonjo
nagrado Palma miru, ki jo bodo izrocili danes med
slovesnostjo v kraju Ragusa na Siciliji, rodnem
kraju znanega politika in filozofa La Pire.
Il corridoio della nuova
Casa di Accoglienza
Odprtje sprejemnega doma je bilo, kot je podcrtal
sam Marzini, neformalnega znacaja. Udeleili
so se ga vsekakor predstavniki najpomembnejih
javnih ustanov. Izjema je bila pokrajinska uprava,
ki svojega zastopnika ni poslala. V stanovanju so
se zbrali deelni odbornik Roberto Cosolini,
obcinski odbornik Lorenzo Spagna, prefektka Annamaria
Sorge Lodovici, kvestor Domenico Mazzilli, traki
kof Evgen Ravignani, ravnatelj trakega
kofijskega Karitasa Mario Ravalico, predsednik
islamskega kulturnega centra Saleh Igbaria, luteranski
duhovnik Dieter Kampen, stari in sorodniki
ubitih porocevalcev ter drugi predstavniki fundacije.
Marzini je odprtje novega centra oznacil kot zelo
pomembno in pomenljivo, ker se bo tako lahko podvojilo
delovanje fundacije. Temelje so v bistvu postavili
e pred 11 leti, ko je 28. januarja leta 1994
eksplozija granate v Mostarju ubila Marca Luchetto,
Sao Oto in Daria D'Angela, po niti dveh mesecih
pa je ista usoda doletela Hrovatina in Alpijevo.
tiri leta kasneje so odprli dom v Ul. Valussi,
ki se mu je zdaj pridruil tisti v Ul. Rossetti.
Fundacija bo tako e naprej nudila nesrecnim
otrokom, ki jih je prizadelo vojno nasilje, malo
miru in jim e bolj ucinkovito pomagala, da
reijo duevne in fizicne probleme. e
zlasti pa bo v ospredju sporocilo po elji
miru in soitja, saj sobivajo od vedno v prostorih
fundacije otroci iz razlicnih etnij in razlicnih
veroizpovedi. To je najpomembneje in najlepe
dejstvo, ki zaznamuje delovanje fundacije, je podcrtal
Marzini. Pri vsem tem je v veliko podporo bolninica
Burlo Garofolo, za kar gre e posebna zahvala
Marinu Andolini. V kratkem b novo stanovanje lahko
gostilo do est druin, ureditev novega
sedea pa so omogocili Sklad za Trst, zavarovalnica
Assicurazioni Generali in nekateri zasebniki. Fundacija
je z njihovo pomocjo odkupila stanovanje pred nekaj
vec kot letom dni in ga nato obnovila. Posebno zahvalo
je Marzini izrekel Karitasu in sploh vsem prostovoljcem,
brez katerih bi bilo delovanje nemogoce.
eljo, da bodo otroci v novem
stanovanju nali novo upanje, je izrekel
kof Ravignani, ki je podcrtal pomembnost
solidarnosti. Sicer je otrokom, ki se pridejo
zdravit v Trst, zaelel, da se bodo lahko
vrnili v svoje drave v miru.
Ob robu srecanja nam je Ravalico
napovedal, da bo Karitas v sodelovanju z bolninico
Garofolo in s fundacijo v kratkem odprl v Mostarju
zobozdravniko ambulanto v rehabilitacijskem
centru za otroke s hudimi umskimi motnjami. V
tej luci se bo dr. Claricheva, primarij stomatolokega
oddelka bolninice Garofolo, v zacetku aprila
podala v Mostar, kjer bo pregledala 38 otrok.
V naslednjih tednih se ji bodo pridruili
e drugi zobozdravniki Burla.
Aljoa Gaperlin
Una delle stanze
Credits
Servizi di comunicazione: Leonardo Servizi
e Comunicazione-Federico Prandi