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LUCHETTA    OTA   D'ANGELO   HROVATIN

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La nuova casa di via Rossetti
Un discorso di Pace

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La nuova Casa di Accoglienza vista dal viale XX Settembre
Trieste, sabato 19 marzo 2005


L'esterno della nuova Casa di Accoglienza di via Rossetti
L'esterno della nuova Casa di Accoglienza
di via Rossetti

Ci siamo riusciti !!!

quella che all'inizio ci sembrava una sfida troppo importante per arrenderci anche di fronte alle avversità e agli ostacoli che si frapponevano al progetto di una nuova Casa di Accoglienza, oggi è finalmente un "traguardo raggiunto" da mostrare con orgoglio e soddisfazione a chi, in questi anni, ha fermamente creduto in noi e nel nostro operato.

 

 

Un ringraziamento profondo e sentito alle istituzioni, alle autorità e a tutte le persone che ci sono state vicine con il loro contributo, non solo economico,è quello che desideriamo esprimere tramite queste pagine, rinnovando con Voi tutti il nostro impegno quotidiano a mantenere viva questa realtà che onora la memoria dei nostri amici scomparsi.


Le stanze di via Rossetti

Nell'anniversario della scomparsa di Miran Hrovatin a Mogadiscio, insieme alla compagna di lavoro Ilaria Alpi, la Fondazione ha mantenuto così fede all'impegno assunto, invitando le principali autorità triestine all'inaugurazione della Casa di accoglienza di via Rossetti 8, a Trieste.

Si ringrazia il Fondo Trieste per il suo contributo sull'acquisto dell'immobile, le Assicurazioni Generali e i numerosi privati per la generosa partecipazione alle spese di ristrutturazione.


Le autorità intervenute.

 

Anche in questa occasione la stampa non ci ha trascurato,anzi, desideriamo che questa pagina così importante sia commentata dagli articoli apparsi su Il Gazzettino, Il Piccolo e il quotidiano in lingua slovena Primorski dnevnik , rispettivamente dai giornalisti Daniele Benvenuti, Ugo Salvini e Aljoša Gašperlin , che ne hanno gentilmente concesso la pubblicazione.

Una menzione particolare anche per il fotografo triestino Francesco Bruni, autore delle foto della manifestazione, gentilmente regalateci.

Un profondo ringraziamento va al Vescovo rappresentante della Chiesa Cattolica †mons. Eugenio Ravignani, al Pastore della Chiesa Evangelica Luterana rev. Dieter Kempen (anche in rappresentanza della Chiesa Riformata Elvetica e Valdese, della Chiesa Metodista e della Chiesa Cristiana Avventista) e al Presidente del Centro Culturale Islamico Saleh Igbaria, oltre che al Prefetto Anna Maria Sorge Lodovici e al Questore Domenico Mazzilli .

Foto di gruppo
Foto di gruppo delle autorità intervenute, regalata alla Fondazione dal noto fotografo triestino Bruni.
Anna Maria Sorge Lodovici, Domenico Mazzilli e mons.Ravignani
Il Prefetto Anna Maria Sorge Lodovici e il Questore, Domenico Mazzilli, entrambi di nomina recente, mentre si intrattengono amichevolmente con mons.Ravignani

TRIESTE Il Gazzettino del 21 marzo 2005

La 'Fondazione Luchetta, Ota, D'Angelo, Hrovatin', il 28 gennaio scorso, ha commemorato l'anniversario della tragedia di Mostar. Nel centro di prima accoglienza di via Valussi, rappresentanti degli Enti, delle Istituzioni e delle comunità religiose sono stati vicini ai responsabili della struttura ed ai loro piccoli assistiti per un momento di raccoglimento e preghiera.
Il secondo, tragico anniversario cadeva invece nella giornata di ieri che è stata riservata al ricordo di Miran Hrovatin, assassinato a Mogadiscio. Proprio per questo motivo, il cda della Fondazione ha deciso di dedicargli la grande festa di sabato nel corso della quale è stata celebrata l'ennesima 'conquista' con l'inaugurazione della dependance del centro di accoglienza principale di via Valussi. "Un'opportunità - è stato sottolineato - per ricordare chi undici anni or sono perse la propria vita per raccontare una guerra". Una foresteria realizzata in pieno centro, acquistata grazie ad un contributo del Fondo Trieste e sistemata con i frutti della partecipazione delle Assicurazioni Generali: ora, nelle sei stanze della 'dependance' di via Rossetti (250 m2 e spazio per almeno una ventina di ospiti), troveranno spazio soprattutto persone di passaggio.

 
Daniele Benvenuti

 
TRIESTE Il Piccolo del 20 marzo 2005

Da ieri la Fondazione "Luchetta, Ota, D'angelo e Hrovatin" ha una seconda sede operativa in città.
Si tratta di un appartamento situato in uno storico stabile di via Rossetti "che potrà accogliere una decina di bambini - ha annunciato Giovanni Marzini, rappresentante della Fondazione - da affidare alle cure del Burlo Garofolo".
L'ente, da anni impegnato nell'accoglienza e nell'assistenza a favore dei piccoli che subiscono le tragedie di ogni parte del Mondo, in virtù di questa acquisizione, resa possibile dagli interventi del Fondo Trieste e delle Assicurazioni Generali, potrà dunque ampliare il proprio potenziale.
"In dieci anni di attività - è stato ricordato- abbiamo potuto aiutare centinaia di bambini e le loro famiglie.
Con questa nuova struttura avremo ulteriori spazi da mettere a disposizione di chi è meno fortunato".
L'inaugurazione di ieri ha fra l'altro quasi perfettamente coinciso con quella che avvenne il 20 marzo del 1998 in via Valussi e che vide sorgere la prima casa per i bambini.

Mazzilli, Kempen e mons.Ravignani
Cristiano degano
Cristiano Degano intrattiene cordialmente i numerosi ospiti intervenuti.

Il 20 marzo del 1994 è invece il giorno in cui perse la vita Miran Hrovatin insieme alla giornalista Ilaria Alpi in Somalia, pochi mesi dopo la tragedia di Mostar, che costò la vita a Marco Luchetta, Alessandro Ota e Dario D'Angelo. "Grazie alla collaborazione con il medico Marino Andolina - ha aggiunto Marzini, in rappresentanza dell'attuale presidente della Fondazione, Enzo Angiolini, impossibilitato a presenziare ieri, per problemi di lavoro che l'hanno tenuto lontano da Trieste - l'azione che è stata svolta e che intendiamo intensificare ci ha permesso di continuare a onorare i nostri amici e colleghi scomparsi nel modo che abbiamo sempre ritenuto più giusto cioè cercando di migliorare le condizioni di salute e di vita di questi bambini, impotenti davanti alle tragedie".
Dopo i saluti dei padroni di casa, è stato il Vescovo di Trieste, monsignor Eugenio Ravignani, a impartire la benedizione, non prima di sottolineare che "la migliore benedizione a questa casa la daranno, con la loro presenza, proprio i piccoli ospiti che la frequenteranno e che speriamo possano trovare, in questa sede, conforto e speranza per il loro futuro".
Accanto.al capo della Diocesi triestina hanno voluto essere presenti il responsabile dei luterani di Trieste, Dieter Kampen e il presidente della Comunità islamica, Saleh Igbaria.
L'occasione è stata utile anche per un primo contatto con la Fondazione da parte del Prefetto, Anna Maria Sorge Lodovici e del Questore, Domenico Mazzilli, entrambi di nomina recente.

 
Ugo Salvini

© Primorski dnevnik - Nedelja, 20. marca 2005

Nov sedež fundacije za otroke žrtve vojne
Prizadevanje Fundacije Luchetta, Ota, D'Angelo, Hrovatin se bo zdaj podvojilo, kar bo še utrdilo njeno poslanstvo miru, sožitja in solidarnosti. S temi besedami je Giovanni Marzini v imenu predsednika fundacije Enza Angiolinija vceraj uradno odprl nov sprejemni dom za otroke, žrtve vojnega nasilja, ki bo v kratkem žacel delovati v obsežnem, popolnoma obnovljenem stanovanju v Ul. Rossetti št. 8. V okrog 250 kv. metrih bodo gostili otroke, ki prihajajo z vojnih obmocij na zdravljenje v bolnišnico Burlo Garofolo, oziroma njihove družine. V ta namen bo na razpolago šest vecjih sob, katerim gre dodati kuhinjo in tri kopalnice.
Gre torej za pomembno, hvalevredno pobudo, ki bo s pomocjo združenj prostovoljcev še dodatno pomagala otrokom, da se njihove rane cimbolje zacelijo. Prostori dosedanjega doma za otroke v Ul. Valussi, ki ga je fundacija odprla leta 1998, so namrec postali pretesni glede na povpraševanje, nam je povedal tajnik organizacije Gianni Scarpa, sicer prava duša odprtja novega središca. Tam so v zadnjih sedmih letih gostili približno 300 otrok iz 15 držav, tj. povprecno 40 vsako leto, veckrat pa se je postavljal problem, kje gostiti starše. Z novim domom bo zdaj vse lažje. Stanovanje v Ul. Rossetti bo namenjeno še zlasti otrokom in njihovim družinam, ki potrebujejo nekajdnevno zatocišce za nadaljevanje zdravljenja v Burlu. Otroci, ki so že bili v Trstu, se morajo pac v vec primerih vracati za preglede.

La targa della nuova Casa di Accoglienza
La targa della nuova
Casa di Accoglienza

Sicer bo cas povedal, kakšna bo prava namembnost novih prostorov, saj morajo stanovanje še opremiti. Za to pa bo dovolj nekaj tednov. Sprejemni dom so namrec uradno odprli na dan pred obletnico smrti nesrecnega tržaškega snemalca Mirana Hrovatina, ki so ga v še nerazcišcenih okolišcinah ubili v Mogadišu 20. marca leta 1994 skupaj z novinarko RAI Ilario Alpi. V spomin na Hrovatina je združenje Giorgio La Pira podelilo letošnjo nagrado Palma miru, ki jo bodo izrocili danes med slovesnostjo v kraju Ragusa na Siciliji, rodnem kraju znanega politika in filozofa La Pire.

Il corridoio della Casa di Accoglienza
Il corridoio della nuova
Casa di Accoglienza

Odprtje sprejemnega doma je bilo, kot je podcrtal sam Marzini, neformalnega znacaja. Udeležili so se ga vsekakor predstavniki najpomembnejših javnih ustanov. Izjema je bila pokrajinska uprava, ki svojega zastopnika ni poslala. V stanovanju so se zbrali deželni odbornik Roberto Cosolini, obcinski odbornik Lorenzo Spagna, prefektka Annamaria Sorge Lodovici, kvestor Domenico Mazzilli, tržaški škof Evgen Ravignani, ravnatelj tržaškega škofijskega Karitasa Mario Ravalico, predsednik islamskega kulturnega centra Saleh Igbaria, luteranski duhovnik Dieter Kampen, starši in sorodniki ubitih porocevalcev ter drugi predstavniki fundacije.
Marzini je odprtje novega centra oznacil kot zelo pomembno in pomenljivo, ker se bo tako lahko podvojilo delovanje fundacije. Temelje so v bistvu postavili že pred 11 leti, ko je 28. januarja leta 1994 eksplozija granate v Mostarju ubila Marca Luchetto, Sašo Oto in Daria D'Angela, po niti dveh mesecih pa je ista usoda doletela Hrovatina in Alpijevo.

Štiri leta kasneje so odprli dom v Ul. Valussi, ki se mu je zdaj pridružil tisti v Ul. Rossetti. Fundacija bo tako še naprej nudila nesrecnim otrokom, ki jih je prizadelo vojno nasilje, malo miru in jim še bolj ucinkovito pomagala, da rešijo duševne in fizicne probleme. Še zlasti pa bo v ospredju sporocilo po želji miru in sožitja, saj sobivajo od vedno v prostorih fundacije otroci iz razlicnih etnij in razlicnih veroizpovedi. To je najpomembnejše in najlepše dejstvo, ki zaznamuje delovanje fundacije, je podcrtal Marzini. Pri vsem tem je v veliko podporo bolnišnica Burlo Garofolo, za kar gre še posebna zahvala Marinu Andolini. V kratkem b novo stanovanje lahko gostilo do šest družin, ureditev novega sedeža pa so omogocili Sklad za Trst, zavarovalnica Assicurazioni Generali in nekateri zasebniki. Fundacija je z njihovo pomocjo odkupila stanovanje pred nekaj vec kot letom dni in ga nato obnovila. Posebno zahvalo je Marzini izrekel Karitasu in sploh vsem prostovoljcem, brez katerih bi bilo delovanje nemogoce.

Željo, da bodo otroci v novem stanovanju našli novo upanje, je izrekel škof Ravignani, ki je podcrtal pomembnost solidarnosti. Sicer je otrokom, ki se pridejo zdravit v Trst, zaželel, da se bodo lahko vrnili v svoje države v miru.

Ob robu srecanja nam je Ravalico napovedal, da bo Karitas v sodelovanju z bolnišnico Garofolo in s fundacijo v kratkem odprl v Mostarju zobozdravniško ambulanto v rehabilitacijskem centru za otroke s hudimi umskimi motnjami. V tej luci se bo dr. Claricheva, primarij stomatološkega oddelka bolnišnice Garofolo, v zacetku aprila podala v Mostar, kjer bo pregledala 38 otrok. V naslednjih tednih se ji bodo pridružili še drugi zobozdravniki Burla.

Aljoša Gašperlin

Una delle stanze della Casa di Accoglienza
Una delle stanze

Credits

Servizi di comunicazione: Leonardo Servizi e Comunicazione-Federico Prandi

Rassegna Stampa: Il Piccolo , Il Gazzettino , Primorski dnevnik

Fotografie: Francesco Bruni

Segreteria Organizzativa: The Office

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La lettera di ringraziamento del pastore Calliari Patrizio
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