Solo nei Balcani si trova il noir? Ma no! Anche dall' Italia si leva una voce, quella di Silvia Favaretto, che vede come "la carne liquefatta viene raccolta in un bicchiere di luce". La crisi del rapporto è nell' aria, quando Nadja Wünsche passeggia triste con il suo compagno, che prende a calci i piccioni nella loro traiettoria, per poi sfociare in "un volo cieco quando mi tocchi di nuovo". La rottura viene anche dall' esterno, quando Stanislava Tichà ingoia "parole patetiche, le lacrime, la fame e le lame di rasoio", quando lui parte alla. mattina. Margherita Fanos pone definitivamente una pietra sopra qualsiasi possibilità di ricongiungimento, quando ammette "è l' abissale distesa di mare che divide i miei sogni dai tuoi", il vento supera il mare, ma "a noi uomini non è consentito volare".
Jinping Chen, dalla Cina, ripropone il tema della distanza incolmabile tra due esseri umani, stavolta però senza il riferimento all' amore: "Due uomini in piedi nel cortile. Uno alza il capo verso il Cielo, l' altro lo abbassa verso Terra."
Senza speranza, vittima di una frontiera poliedrica che lo avvolge tutto, è il bimbo autistico di Susanne Bauer, che "vive in perpetua intima pena, non può uscire, non ha scelta". Nemmeno ha scelta il moribondo di Alessandro Nannini: "Non basta un' invisibile frontiera per esiliare il volto di chi muore: un piatto cardiogramma non azzera il canto clandestino del tuo cuore".
La frontiera tra la vita e la morte, in questo caso il suicidio, è drammaticamente rappresentata da Alexandra Tutor: "Il mio cuore mi dice: salta! Ma una mano mi trattiene e mi riporta indietro".
Sempre relativa ai rapporti interpersonali è, seppure in un modo diverso, la prima frontiera di Roberto Mura, "uscito senza pretese, senza lune per la testa" dal ventre della madre: per una volta la frontiera è un ingresso nella. vita, non la minaccia velata di uscirne. Vorrei accostare questo tema della propria nascita con quello della nascita di una bambina, che ci propone Nsikak Sebastine Umoren dalla Nigeria: "chiamala pure come ti pare, per me è una perfetta anarchica", la bimba che sorride, che il mondo attorno a lei sia in pace o in guerra, che il Potere richieda o no i voti della gente. Le frontiere interne, quelle dell' anima sono vissute in modo drammatico e cupo. Al massimo c'è una presenza nascosta ad impedire, per il momento, il peggio. Quando la frontiera si fa fisica, tratta di separazione tra due terre, di esilio, di fuga, allora in genere si nota un cauto ottimismo, la percezione che non si tratta di una rottura definitiva, ma di una strada con ritorno, di un passaggio inevitabile, ma con una speranza per il futuro che balena sullo sfondo. Un tipico esempio per quest' attitudine è Juan Machete, del vincitore di questo concorso, Randall Roque. Dal Nicaragua si spostano uomini soli per andare di nascosto a lavorare in Costa Rica, lasciando a casa mogli, figli, ricordi, però li consola la speranza di un futuro migliore: " Per il mondo saremo noi gli sconosciuti, che costruirono nell' oblio un' altra terra".
Marine Vallat descrive la cupa disperazione di chi tenta tra mille pericoli di salire sui camion che passano il tunnel sotto la manica, gridano "giustiziami!", ma trapela un sentimento di amore mal corrisposto "visto che ti amo, allora...". Davide Toniolo parla di una fuga "tra macerie e lunghi campi grigi", accompagnata da un amore intensissimo, che vive i suoi momenti più belli proprio nella fuga in mezzo alle urla della guerra. Una nuova terra, probabilmente la Spagna, riempie le orecchie di Marie St.-Hilarie- Tremblay di un ritmo ossessivo di castanuelas, e così si perde "fino al tuo braccio che mi accoglie e mi culla come un bambino, ancora di salvezza nella disgrazia dell' abbandono". Ajgerim Tazhi vaga per un paesaggio sconsolato, pieno di contraddizioni e di esseri allo sbando, però "prendiamo con la zampina il biglietto del ritorno". Francesca Righetti passa la frontiera tra Croazia e Serbia, la frontiera negata persino dai cartelli sull' autostrada, e scopre d' improvviso la sua nuova terra, che ama all' istante: " Allora, mia terra, per la prima volta ti amai, nel disonesto freddo dei tuoi lunghi inverni, nelle estati calde che spezzano il respiro". Il Mediterraneo è per Marco Ricucci un punto d' incontro tra paesi e popoli, uniti dagli stessi miti e concetti religiosi ancestrali:" E discenderà (...) il Guidato, il Mahdi, e discenderà il Profeta Gesù, il Figlio dell' Uomo".
Il mare invece è un nemico pericoloso, per gli emigranti clandestini in balia delle sue onde su di un instabile barcone, nei versi di Pietro Pannone: " Non si curano del tragitto, e navigando nei travagli del ritorno cercano un porto sicuro a cui approdare, come un sorriso sincero". Chi cerca, sente che troverà, altrimenti non sarebbe li, in mezzo al mare, a continuare a cercare. Anche Dona Pursell è attratta magicamente dal mare, qui dal mare in tempesta tra la guerra che infuria: " E mentre la prossima onda si avvicina, sento ancora gli spari, sono sull' acqua, lontani, ma colpiscono anche casa mia". Martino Ostuni vede il pericolo sulla costa, li è per lui la vera divisione: " La frontiera si staglia di fronte alle cose e le taglia in due volti, due sguardi, due modi di batter le ciglia".
Chiara Olmastroni, in fuga dalla Mostar semidistrutta, cerca a gara "buche da riempire". E' un' immagine della. distruzione (le buche), ma anche del suo superamento, riempiendole. Istvan Haraszti si lascia convincere dalle luci del tramonto di Shanghai: "rimango a Shanghai chiacchierando di limoni su cui cola la saliva dei dragoni". Anche Monika Csik non parte, non attraversa le frontiere, pur sapendo che - esistono: "Mi trattiene e lentamente mi scioglie in sé il crepuscolo rosso-sangue di Bàcska". Il crepuscolo: questo momento incantato che intenerisce il cuore ai naviganti ed agli esuli! Anche Viola Carmilla, esule da Trieste, si ricorda al tramonto di "questa terra-frontiera di sponde incerte". La natura fa ricordare la patria cinese a Haibo Ma, che è partito per l' Olanda: " Chissà che quel profumo non possa volare fino ad un altro paese?" Mbaenda Guelord Bahati è prigioniero dell' embargo, che stritola il suo paese, il suo corpo è vinto dalla rabbia della fame, ma intuisce "migliaia di miraggi che velano l' avvenire".
Iwona Biskupska è colta dallo sgomento, dal senso di estraneità, quando sente che le parole portano sensi non suoi, però alla fine si consola pensando ad una terra, dove "una rosa è una rosa ed il suo profumo c'inebria ugualmente". Per Laura Accerboni anche la religione contribuisce al sentimento di estraneità: "Un minuto sogno appeso a un passaporto. Le mani si ribellano a un dio non più loro". Sicuramente la guerra è la peggiore delle frontiere fisiche. Lo testimonia Guillaume Viard: "Le pallottole prendono il posto della parola ed i pugni il posto delle mani; noi siamo su un vascello e voghiamo senza domani". Una guerra antica, quella dei Bianchi contro gli Indiani, risuona nei versi di Katrice Y. Williams: "Soldato di stenti, ritta la baionetta in mano e inclinata sulla spalla. Il viso grave di immani massacri, le mani macchiate di setoso sangue Cherokee". La pallottola è anche al centro dell' interessante, apparentemente assurda, riflessione, che ricorda l' alchemica trilogia morte-putrefazione-rinascita, posta in versi da Jessica Lagatta: "E la pallottola ha sparato una pistola e ha dato vita al figlio che genera la madre".
Tra gli orrori della guerra spicca anche quello dei campi di sterminio, ricordati con parole velate, ma pesanti, da Judit Schnabel. I deportati ad Auschwitz "Sanno che non usciranno dalla stessa porta dell' hotel dove sono appena arrivati".
Tra le opere segnalate ci sono anche liriche in cui bisogna proprio cercare le frontiere: sono lì, nascoste, messe in disparte, parte naturale di un ambiente. E' il confine tra amore e solitudine nell' afa del pomeriggio in una Roma che si muove tra le penombre di antichi ricordi ed il cemento del bar sul marciapiede. Parla Elena Pinnen: " Due grandi labbra rosse si aprono tra quattro sedie di plastica tra il sudore che mi scioglie le tempie e scolorisce i fiori blù di un vestito antico". |
      |